giovedì 27 marzo 2008

Una nuova politica delle risorse territoriali


Una nuova politica delle risorse territoriali per una nuova democrazia

Bozza di appello per la costruzione di una assemblea pubblica regionale
sulla crisi ambientale e democratica in Campania


L’emergenza rifiuti è specchio e causa principale della profonda crisi ambientale e politica della Campania. Attraverso il traffico e lo smaltimento abusivo di rifiuti tossici, cui è seguita la fallimentare gestione privatistica dei rifiuti ordinari, si è determinato l’avvelenamento del suolo e delle acque e realizzata la progressiva compenetrazione di interessi tra organizzazioni criminali, classe politica, apparati istituzionali e gruppi imprenditoriali, locali e nazionali. Questo sistema politico-affaristico, utilizzando le logiche emergenziali, ha violato sistematicamente lo stato di diritto ed eluso ogni forma di partecipazione e controllo dei cittadini al governo del territorio.

Le resistenze civili praticate in questi anni da comitati, associazioni e movimenti hanno più volte denunciato ragioni e responsabilità di questo processo, contrastando ed ostacolando scelte perniciose; non riescono però ancora a divenire forza di scardinamento del blocco sociale responsabile della catastrofe in corso e farsi promotrici di un nuovo progetto di sviluppo per Napoli e la Campania.

La mancanza a tutt’oggi di una legge sui reati ambientali e di un serio piano di bonifiche e messa in sicurezza del territorio; le recenti ordinanze del dimissionario governo Prodi, relative all’estensione dei contributi CIP 6 ai tre inceneritori campani ed alla possibilità di bruciare le balle non a norma nel termodistruttore di Acerra, nonostante per quel luogo sia stato dichiarato dallo stesso governo lo stato di emergenza ambientale; la decisione commissariale di affidare alla FIBE il completamento dell’impianto acerrano; la gestione infine dei siti di discarica, con scelte del tutto inadeguate dal punto di vista idrogeologico ed ambientale, conseguite tramite occupazioni militari e cariche violente contro le popolazioni che si opponevano a tali scelte, delineano la volontà del Governo e di tutti i livelli dello Stato, sostenuti dal complesso delle forze politiche e degli apparati istituzionali, di arrivare ad una “soluzione finale” del problema rifiuti che nulla conceda all’azione dei movimenti ed annichilisca la stessa dialettica democratica.

Riteniamo quindi urgente un confronto concreto e produttivo tra le realtà di base, associazioni, comitati e comunità in lotta, per costruire un’azione comune e condivisa; un confronto che sia ispirato alla massima apertura ed incentrato su poche e semplici discriminanti:

- autonomia da tutti i soggetti istituzionali, critica del sistema dei partiti, ricerca di nuove forme di democrazia avanzata nel governo pubblico
- promozione di uno sviluppo territoriale socialmente equo ed ambientalmente compatibile, teso al recupero ambientale del territorio, alla difesa dei beni comuni, al perseguimento della piena occupazione
- promozione di una gestione dei rifiuti alternativa all’incenerimento ed ispirata all’opzione rifiuti zero, fondata sulla riduzione di prodotti destinati allo scarto, il riutilizzo degli oggetti, il recupero della materia nei cicli produttivi umani e naturali

Invitiamo tutti i soggetti che nella nostra regione s’impegnano per un diverso modello di governo del territorio, fondato sulla partecipazione popolare e la tutela delle risorse locali, nonché le realtà di base nazionali attive nella difesa del territorio e dell’ambiente, ad incontrarsi in due giornate di riflessione e confronto, sabato 29 marzo e sabato 5 aprile (con possibile estensione alla mattina di domenica 6) con le seguenti finalità operative: fare il punto della situazione, confrontare le rispettive esperienze e strategie, verificare la possibilità di un programma di azioni comune.

I principali temi di discussione verteranno su:

- quadro attuale e previsioni sulle politiche istituzionali dei rifiuti a livello locale, nazionale, europeo
- strategie attivabili dal basso per contrastare la crisi della democrazia rappresentativa e dello stato di diritto nel governo del territorio (dalle azioni politiche a quelle giuridiche)
- scelte tecniche ed organizzative necessarie ad avviare immediatamente la transizione ad una diversa gestione dei rifiuti e alla bonifica dei territori inquinati
- definizione di modalità operative e strategie comunicative condivise

La prima giornata sarà caratterizzata da una discussione volta alla conoscenza ed al confronto delle singole esperienze mentre la seconda verterà sulla definizione delle strategie e delle iniziative comuni.


Promuovono: Rete Campana Salute ed Ambiente, Comitato Allarme Rifiuti Tossici, Meetup Napoli, …
Per aderire alla costruzione dell’iniziativa e dell’appello, contattare via mail i seguenti indirizzi: assisebagnoli@libero.it, info@allarmerifiutitossici.org, …

giugliano fronte popolare attac

Giugliano Fronte Popolare - Attac - fa appello a tutte le realtà e ai singoli che in questi mesi hanno lottato contro lo scempio ambientale perpetrato nella nostra Regione perchè aderiscano e partecipino al forum convocato dalla Rete Campana Salute e Ambiente per il 29 marzo e il 5-6 aprile. Nei mesi di lotta a Taverna del Re abbiamo avuto modo di conoscere molti di voi, di incontrarci, di confrontarci e sopratutto di ricevere tanta solidarietà concreta senza la quale forse non avremmo avuto la forza di andare avanti fino alla chiusura del sito. Potremmo fare un bilancio negativo di quest’esperienza, dirci che infondo nulla è cambiato e che prima o poi ritorneranno qui da noi a Giugliano per aprire l’ennesimo sito. O potremmo, al contrario, crogiolarci stupidamente per un'esperienza che ci ha visto comunque protagonisti attivi dandoci un pò di visibilità nella nostra città. In entrambi i casi forse non coglieremmo l'aspetto più importante scaturito da tutte le esperienze di resistenza sorte nella nostra regione in seguito all'ultima emergenza rifiuti, che è quello del crescere, anche qui in Campania, di un movimento che comincia a pensare ad un modo diverso di intendere lo sviluppo della nostra società. Un movimento che non prescinde dalla ricerca di un'alternativa necessaria a questo sistema istituzionale che rappresenta solo il blocco sociale dei poteri forti e criminali, rivendicandone quindi l'autonomia. Le assemblee dei presidi, le manifestazioni regionali, le mille connessioni che si sono create, tutto il lavoro della Rete Campana, come di altre realtà ambientaliste, sono stati elementi embrionali di democrazia che non solo hanno coinvolto tante persone che prima erano assolutamente lontane dalla militanza politica ma hanno anche messo in discussione pratiche e settarismi di chi l'impegno politico lo praticava da tempo, magari ripercorrendo schemi ormai avvizziti. Le nottate passate nei vari territori intorno ad un fuoco per difendere una discarica hanno rappresentato per molti un “altro modo” di essere protagonisti e partecipi della vita sociale, in un tempo in cui chi ci governa ha tutto l’interesse a tenerci chiusi nelle nostre case aspettando dal televisore la reclame del nuovo prodotto da acquistare. La creazione di una nuova identità collettiva scaturita da quelle lotte, il senso del protagonismo alternativo alla rassegnazione, per la difesa del bene comune, è il tesoro più importante da preservare. In questa fase deprimente in cui tutto sembra perso, in cui la logica dell'emergenza sembra tornare vincente strappando, come a Marigliano e in altri luoghi, altro territorio per i soliti interessi, in cui, anche culturalmente, è paradossalmente vincente l’opzione inceneritorista portata avanti dagli stessi carnefici dei nostri territori, è assolutamente necessario rilanciare l'iniziativa delle realtà che si sono connesse in questi mesi uscendo, noi tutti, dalla logica che ci vede uniti solo nei momenti di massima realizzazione dei conflitti nei territori per poi tornare ognuno a coltivare il proprio orticello. Si è creata ormai una piattaforma comune che è stata ben individuata nella bozza di documento con cui la Rete convoca le giornate d’incontro: - autonomia da tutti i soggetti istituzionali, critica del sistema dei partiti, ricerca di nuove forme di democrazia avanzata nel governo pubblico - promozione di uno sviluppo territoriale socialmente equo ed ambientalmente compatibile, teso al recupero ambientale del territorio, alla difesa dei beni comuni, al perseguimento della piena occupazione - promozione di una gestione dei rifiuti alternativa all’incenerimento ed ispirata all’opzione rifiuti zero, fondata sulla riduzione di prodotti destinati allo scarto, il riutilizzo degli oggetti, il recupero della materia nei cicli produttivi umani e naturali Su queste discriminanti è importante riprendere il filo di un discorso comune e costruire spazi di confronto che ci aiutino a declinare queste "parole d'ordine" nelle nostre realtà e nelle nostre pratiche di partecipazione democratica. Come affrontare il tema della democrazia sospesa e della repressione? Come costruire un'alternativa valida alla rappresentanza politica? Quali pratiche da intraprendere? Quale il rapporto con i mezzi di informazione? Quale la transizione concreta, che noi proponiamo, verso un nuovo piano rifiuti non basato sull'incenerimento? Come uscire realmente dalla logica dell'emergenza che inevitabilmente mette i territori gli uni contro gli altri? Come connettere le nostre esperienze a quelle italiane ed europee che già da anni sperimentano forme di resistenza? Il lavoro da fare è davvero grande, c'è l'urgenza quindi di incontrarsi ed essere molto concreti per dare forza e realismo a quello che in tanti abbiamo professato in questi mesi. Ma è soprattutto importante non perdere le persone incontrate nei presidi e rafforzare un modo diverso di essere nella società. Facciamo dunque appello a noi come a tutti perchè si esca dalla logica di gruppo e dal settarismo miope che spesso ci divide rendendo sterili le nostre iniziative e perchè non si perda l'occasione di confronto rappresentato dal forum convocato dalla Rete per il 29/3 e il 5-6/4. Giugliano Fronte Popolare - Attac

venerdì 21 marzo 2008

Azione urgente in favore di 15 monaci tibetani - FIRMA SUBITO L'APPELLO

Da Ugo Angelillo

Care e cari, a seguito delle proteste scoppiate lunedì 10 marzo in Tibet in cui sono stati arrestati numerosi monaci tibetani, Amnesty International ha lanciato oggi un'azione urgente in favore di 15 monaci arrestati e scomparsi. Si tratta di Samten, Trulku Tenpa Rigsang, Gelek Pel, Lobsang, LobsangThukjey, Tsultrim Palden, Lobsher, Phurden, Thupdon, Lobsang Ngodup,Lodoe, Thupwang, Pema Garwang, Tsegyam e Soepa, in carcere dal 10 Marzo per aver preso parte a una manifestazione pacifica a Barkhor, Lhasa, la capitale della Regione autonoma tibetana.

Non si hanno ulteriori informazioni sul luogo in cui sono detenuti né su eventuali accuse formulate nei loro confronti e Amnesty International teme rischino di subire torture e altri maltrattamenti. Vi chiediamo di firmare e far firmare l'appello per la loro scarcerazione alla pagina http://www.amnesty.it/appelli/azioni_urgenti/Tibet?:

Una nostra lettera

Vi abbiamo inviato, nei giorni scorsi, con posta elettronica, una lettera proposta sul fare politica. E' una specie di raccomandata con ricevuta di ritorno, se volete accettarla e condividerne contenuti, iniziative e impegni, firmatela. I mittenti, primi firmatari sono Sergio D'Angelo, Patrizia Di Monte, Andrea Morniroli, Giacomo Smarrazzo e Susi Veneziano.

martedì 18 marzo 2008

Dichiarazione di contrarietà

Alcuni amici "grillacci" hanno elaborato questa "dichiarazione di contrarietà" all'uso dei trattamenti termici nel Ciclo di Gestione dei Rifiuti (che ti allego).Pensavo di portarla oggi alla riunione per presentarla ed eventualmente discuterla, nel frattempo te la mando, così se credi che valga la pena si potrebbe anche inserirla nel sito.La “dichiarazione” è scritta in modo da rappresentare sia una netta scelta di campo sia una ferma enunciazione di intenti. In altre parole chi la firma "dichiara" che gli inceneritori non sono una soluzione al problema dei rifiuti (né in Campania né altrove) e che le soluzioni sono già indicate chiaramente nella legislazione Europea. In pratica non si chiede ad altri (politici, amministratori, tecnici etc.) di “fare” ma si proclama la propria opinione e le proprie ferme convinzioni in merito al problema rifiuti. In momento in cui è proprio la questione del “fare” che sembra dividere i cittadini che si preoccupano dell’ambiente, questa “dichiarazione” impone di fare una decisa "scelta di campo", di “fare” delle scelte di vita chiare e irrinunciabili di contrarietà ad un certo modo di vedere il rapporto fra l'uomo e l'ambiente che lo circonda fondato sulla devastazione e la rapina delle risorse ambientali. L'idea dei “grillacci” è di farla girare un pò, per raccogliere critiche o adesioni con la speranza che possa diventare una sorta di "manifesto" condiviso da tutti i gruppi attivi sul problema rifiuti in Campania. Laddove fosse ampiamente condivisa si potrebbe far partire una raccolta firme con lo scopo di coagulare una "massa critica" che si riconosca intorno ad una chiara ed inequivocabile "enunciazione di principi", sondando nel contempo anche l’entità e la “combattività” di questa massa.
da Enzo Venditto

Una nuova politica delle risorse territoriali per una nuova democrazia

Appello della Rete Campana Salute ed Ambiente per la costruzione di una assemblea pubblica regionale sulla crisi ambientale e democratica in Campania


La crisi ambientale che interessa la Campania, a partire dalla criminale gestione dei rifiuti, si intreccia indissolubilmente con la crisi della democrazia e dello stato di diritto, calpestati dalle logiche emergenziali e dal sistema partitico-affaristico. Le resistenze civili praticate in questi anni da comitati, associazioni e movimenti, pur avendo ostacolato scelte perniciose e denunciato le criticità della situazione, non riescono ancora a divenire forza di trasformazione degli equilibri politici responsabili della catastrofe in corso. continua...