venerdì 31 luglio 2009

Democrazia Km 0. Assemblea per l'autogoverno

Una nuova democrazia si diffonde nel paese al di sotto dei radar dei media e vista con diffidenza dai partiti. Chi la promuove si propone anche di aprire qualche breccia nelle istituzioni della rappresentanza a livello locale, ma il centro di gravità della sua azione è fuori, nella società, dove si creano alleanze basate su progetti concreti e sulle relazioni tra persone.
L’obiettivo è costruire una società solidale e conviviale che parta dalla salvaguardia e difesa dei beni comuni dall’invadenza del mercato e dal riconoscimento dei diritti di cittadinanza, distanziandosi dalla ormai evidente subordinazione al mercato dei rappresentanti politici. Per fare questo si creano organizzazioni orizzontali, che decidono per consenso e promuovono dal basso progettualità ancorate ai territori locali ma nello stesso tempo universali, nell’epoca della grande crisi sociale e finanziaria, ambientale e democratica
Si tratta di esperienze a volte molto diverse tra loro, ma allo stesso tempo simili. Questa neo-democrazia, che chiamiamo «insorgente», è un’uscita necessaria e «altra» dalla gabbia autoreferenziale dei partiti e della rappresentanza. Ed è soprattutto un modo di creare in pratica, nella vita delle comunità, laboratori di una civiltà diversa: le reti dell’economia sociale e la gestione pubblica delle risorse essenziali, una concezione del territorio diversa da quella di un vuoto da riempire di cemento, una moltiplicazione di esperienze di auto-aiuto e di autogestione e di nuova interazione con i migranti, di resistenza alla militarizzazione del territorio
A noi parrebbe utile che presidi e comitati territoriali, reti, associazioni e liste di cittadinanza si riconoscano e si sostengano tra loro, nella loro pluralità, e divengano più consapevoli di essere la sola alternativa, molto diffusa e per niente marginale, che può ostacolare la politica della paura, degli affari e della distruzione ambientale, e proporre un’altra via ragionevole e ambiziosa: la società del buon vivere e della armonia tra uomo a natura, della democrazia di tutti e della convivialità delle differenze.
Perciò proponiamo un incontro, un dialogo: è un invito rivolto a chiunque senta l’urgenza di cercare, insieme ad altri cittadini «insorgenti», un’altra possibilità: la nascita di una cittadinanza attiva e responsabile capace di confrontarsi con le istituzioni a partire dai beni comuni e non per interessi privati e che si opponga al sistema politico clientelare.

Francesco Armezzani [Consigliere comunale, Fabriano], Michele Altomeni [Consigliere regionale delle Marche], Alberto Asor Rosa [Re.Te , Toscana], Gianni Belloni [Cantieri sociali Estnord], Valter Bonan [Presidente dei Cantieri sociali EstNord], Cinzia Bottene [consigliera comunale «Vicenza libera», Vicenza], Carlo Brunelli [Cittadini in Comune, Falconara], Paolo Cacciari [Cantieri sociali Estnord], Loris Calcina [Cittadini in Comune, Falconara], Melina Cammarata [Ufficio Pubblicazioni settore statistica, comune di Torino], Patrizia Cancian [Università di Torino], Antonio Canu [associazione Città di Ar, Sassari], Mario Congiusta [presidente di «Gianluca Congiusta onlus», Siderno, Reggio Calabria], Pia Covre [Comitato diritti civili delle prostitute, Pordenone], Ornella De Zordo [consigliera comunale, Firenze, Lista di cittadinanza «perUnaltracittà»], Tommaso Fattori [Movimento per l’acqua pubblica], Domenico Finiguerra [sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Milano, Stop al consumo di territorio], Claudio Giorno [ambientalista, Valle di Susa], Olimpia Gobbi [Piceno al massimo, Ascoli Piceno], Giovanni Laino [Università di Napoli, Associazione Quartieri Spagnoli], Roberto Lamacchia [presidente dell’Associazione giuristi democratici], Domenico Lucano [sindaco di Riace, Reggio Calabria], Giovanni Maiolo [operatore sociale coi migranti, Caulonia, Reggio Calabria], Porpora Marcasciano [Mit, Bologna], Andrea Morniroli [Cantieri sociali], Gianni Palumbo [Comitato No Oil, Basilicata], Angela Mary Pazzi [Piceno al massimo, Ascoli Piceno], Tonino Perna [Università di Messina], Mario Pezzella [Università di Pisa], Silvia Pierosara [Orizzonte degli Eventi, Fabriano], Anna Pizzo [Consigliera regionale del Lazio], Mimmo Rizzuti [Sinistra euromediterranea], Massimo Rossi [Piceno al massimo, Ascoli Piceno], Edoardo Salzano [eddyburg], Lucio Santoni [Castelferretti, Ancona, Cantiere Altremarche], Alessandro Santoro [Le Piagge, Firenze], Chiara Sasso [Valle di Susa], Beppe Sergi [Università di Torino], Lorenzo Signori [consigliere al comune di Rosà, Vicenza] con i Presidianti di San Pietro di Rosà, Sergio Sinigaglia [Cantiere Altremarche], Giacomo Smarrazzo [Cooperativa sociale Dedalus, Napoli], Pierluigi Sullo [Carta], Fabrizio Torresi [Fermo], Susi Veneziano [Cantieri sociali, Napoli], Alex Zanotelli [missionario comboniano],

martedì 30 giugno 2009

Reato di immigrazione clandestina

Appello dei giuristi contro il reato di immigrazione clandestina
Il disegno di legge n. 733-B attualmente all’esame del senato prevede varie innovazioni che suscitano rilievi critici. In particolare, riteniamo necessario richiamare l’attenzione della discussione pubblica sulla norma che punisce a titolo di reato l’ingresso e il soggiorno illegale dello straniero nel territorio dello stato, una norma che, a nostro avviso, oltre ad esasperare la preoccupante tendenza all’uso simbolico della sanzione penale, criminalizza mere condizioni personali e presenta molteplici profili di illegittimità costituzionale.
La norma è, anzitutto, priva di fondamento giustificativo, poiché la sua sfera applicativa è destinata a sovrapporsi integralmente a quella dell’espulsione quale misura amministrativa, il che mette in luce l’assoluta irragionevolezza della nuova figura di reato; inoltre, il ruolo di extrema ratio che deve rivestire la sanzione penale impone che essa sia utilizzata, nel rispetto del principio di proporzionalità, solo in mancanza di altri strumenti idonei al raggiungimento dello scopo.
Né un fondamento giustificativo del nuovo reato può essere individuato sulla base di una presunta pericolosità sociale della condizione del migrante irregolare: la corte costituzionale (sent. 78 del 2007) ha infatti già escluso che la condizione di mera irregolarità dello straniero sia sintomatica di una pericolosità sociale dello stesso, sicchè la criminalizzazione di tale condizione stabilita dal disegno di legge si rivela anche su questo terreno priva di fondamento giustificativo.
L’ingresso o la presenza illegale del singolo straniero dunque non rappresentano, di per sé, fatti lesivi di beni meritevoli di tutela penale, ma sono l’espressione di una condizione individuale, la condizione di migrante: la relativa incriminazione, pertanto, assume un connotato discriminatorio ratione subiecti contrastante non solo con il principio di eguaglianza, ma con la fondamentale garanzia costituzionale in materia penale, in base alla quale si può essere puniti solo per fatti materiali.
L’introduzione del reato in esame, inoltre, produrrebbe una crescita abnorme di ineffettività del sistema penale, gravato di centinaia di migliaia di ulteriori processi privi di reale utilità sociale e condannato per ciò alla paralisi. Né questo effetto sarebbe scongiurato dalla attribuzione della relativa cognizione al giudice di pace (con alterazione degli attuali criteri di ripartizione della
competenza tra magistratura professionale e magistratura onoraria e snaturamento della fisionomia di quest’ultima): da un lato perché la paralisi non è meno grave se investe il settore di giurisdizione del giudice di pace, dall’altro per le ricadute sul sistema complessivo delle impugnazioni, già in grave sofferenza.
Rientra certo tra i compiti delle istituzioni pubbliche «regolare la materia dell’immigrazione, in correlazione ai molteplici interessi pubblici da essa coinvolti ed ai gravi problemi connessi a flussi migratori incontrollati» (Corte cost., sent. n. 5 del 2004), ma nell’adempimento di tali compiti il legislatore deve attenersi alla rigorosa osservanza dei princìpi fondamentali del sistema penale e, ferma restando la sfera di discrezionalità che gli compete, deve orientare la sua azione a canoni di razionalità finalistica.
«Gli squilibri e le forti tensioni che caratterizzano le società più avanzate producono condizioni di estrema emarginazione, sì che (…) non si può non cogliere con preoccupata inquietudine l’affiorare di tendenze, o anche soltanto tentazioni, volte a “nascondere” la miseria e a considerare le persone in condizioni di povertà come pericolose e colpevoli». Le parole con le quali la corte costituzionale dichiarò l’illegittimità del reato di “mendicità” di cui all’articolo 670, comma 1, cod. pen. (sent. n. 519 del 1995) offrono ancora oggi una guida per affrontare questioni come quella dell’immigrazione con strumenti adeguati allo loro straordinaria complessità e rispettosi delle garanzie fondamentali riconosciute dalla Costituzione a tutte le persone.
Angelo Caputo, Domenico Ciruzzi, Oreste Dominioni, Massimo Donini, Luciano Eusebi,
Giovanni Fiandaca, Luigi Ferrajoli, Gabrio Forti, Roberto Lamacchia, Sandro Margara,
Guido Neppi Modona, Paolo Morozzo della Rocca, Valerio Onida, Elena Paciotti, Giovanni Palombarini, Livio Pepino, Carlo Renoldi, Stefano Rodotà, Arturo Salerni, Armando Spataro, Lorenzo Trucco, Gustavo Zagrebelsky.

giovedì 16 aprile 2009

Le persone prima dei profitti

RACCOGLIAMO ADESIONI! COME STUDENTI IN DIFESA DEI BENI COMUNI STIAMO FACENDO IL PULLMAN PER SIRACUSA.. CONTATTATECI! I RIFERIMENTI QUI SOTTO!

Ciao a tutt@,

qui sotto trovate un appello alla partecipazione al controvertice di siracusa (22-24 aprile) per contestare il G8 sull'ambiente. Il 16 a Napoli ci sarà un'assemblea di "coordinamento" per capire come andare e se riusciamo a fare di questo evento un passo nel percorso dei vari comitati che si sono mossi a Napoli come in regione. Sarà presente anche un compagno di catania di Officina Rebelde che ci spiegherà l'organizzazione delle giornate e dei problemi che stanno avendo con la questura.

Stiamo anche organizzando il viaggio. Siamo riusciti a trovare una soluzioni di 25-30 euro andata e ritorno (partenza 21 sera/notte - ritorno 23nott3/24 mattina prestissimo)). Ovviamente la cifra rimane bassa se riusciamo a riempire gli autobus.

Spero che l'appello sia accolto da quanti più comitati e strutture possibili.

per adesioni scrivere a napoli@attac.org

Le persone prima dei profitti!

Appello alle realtà campane per la costruzione dell’altro G8 a Siracusa 22-24 aprile

Dal 22 al 24 aprile a Siracusa si terrà il G18 (i soliti 8 più la Repubblica Ceca, Cina, India, Brasile, Messico, Indonesia, Sudafrica, Australia, Repubblica di Corea ed Egitto, Danimarca) sull’ambiente in vista del vertice di luglio alla Maddalena. I “grandi “inquinatori” della terra si riuniranno per discutere dei cambiamenti climatici.
Quei governi che attraverso le loro politiche ambientali sono la causa del surriscaldamento globale, perdita della biodiversità, discuteranno dei danni che devono ancora fare, escludendo le persone di quei territori, devastati dallo feroce sfruttamento di tali politiche.

Il Coordinamento Regionale SicilianNapoli, o contro il G8 propone, invece, una tre giorni di manifestazioni, incontri e dibattiti per discutere le alternative per un nuovo modello di società, che tenga in considerazione i limiti ambientali e la sopravvivenza del pianeta stesso. Il controvertice prevedono per il giorno 22 aprile dei forum di discussione su ambiente, infrastrutture e politiche sociali; il giorno 23 si parlerà dei temi del lavoro, del precariato e dell’immigrazione con successivo corteo e infine il 24 i forum verteranno sulle questioni della militarizzazione e della repressione.

In questa tre giorni saranno presenti i comitati di lotta siciliani in difesa del territorio, della salute, dei beni comuni e dell’antimafia sociale. Queste lotte, comuni a tutto il Mezzogiorno d’Italia, esprimono la volontà di costruire sulla base dell’anti-capitalismo, un fronte unito di lotta e di opposizione sociale radicato nei territori. Tanto più ora che le ricette economiche dei “Grandi padroni della Terra” dimostrano il loro fallimento e parallelamente avviene che il supposto modello di “sviluppo all’infinito” si infrange inesorabilmente contro i limiti fisici del pianeta. Un fronte capace di ri-pensare i modelli di vita, di produzione e di consumo al fine di liberarci dalle nubi di diossina, evitare la continua cementificazione del territorio e una sua riduzione a mera discarica in cui riversare gli scarti del sovra-consumo. Tutto ciò per una reale auto-determinazione, al fine di migliorare la vita dei delle persone e garantire la sopravvivenza delle generazioni future.

Siracusa e la Sicilia, così come l’intero Meridione, sono luoghi rappresentativi della distruzione ambientale e umana, causata dallo sfruttamento estremo del territorio in nome dello “sviluppo a tutti i costi” ed a esclusivo vantaggio del profitto privato e del gioco dei politicanti locali, così ben rappresentati in parlamento e al governo. Allo stesso tempo, è il Meridione il territorio in cui vivono molte delle lotte che hanno attraversato il Paese negli ultimi anni; dalla mobilitazione campana per un altro piano rifiuti che pone al centro la salute e l’ambiente alle battaglie per la ri-pubblicizzazione dell’acqua, passando per l’opposizione diffusa all’edificazione di nuovi eco-mostri e alla costruzione dell’inutile Ponte sullo Stretto.

Proprio nella nostra regione si sta consumando un grande scempio ambientale ad opera della giunta Bassolino e dei governi di centro sinistra e centro destra che si sono susseguiti. Le lotte che dalla rivolta di Pianura in poi si sono sviluppate sono arrivate alla chiusura di un ciclo e si stanno reinventando. L'apertura dell'inceneritore di Acerra è stato un duro colpo per le battaglie per un altro piano rifiuti, ma non sono state spazzate via. Ci sono, esistono e continuano il loro lavoro. Proprio per questo dovrebbero essere in prima fila contro la kermesse del Governo e delle potenze mondiali, che sono le responsabili dei disastri che viviamo, e far vedere al mondo le menzogne di Berlusconi e Bertolaso sull'uscita da emergenza rifiuti.

Il contro-vertice organizzato in Sicilia, oltre ad offrire la possibilità di un ragionamento complessivo su come le nostre lotte dovranno affrontare la crisi economica, sociale e ambientale in corso, potrà essere l’occasione per ribadire l’opposizione alle scelte del Governo e rilanciare quelle necessarie connessioni anti-capitaliste tra le lotte locali. Auspichiamo che si apra il dibattito per la costruzione di una larga rete anticrisi che possa elaborare soluzioni alternative alle attuali politiche governative.

A Londra in questi giorni le parole d'ordine delle contestazioni sono state: “Lavoro, giustizia, Clima – le persone prima dei profitti”. Soprattutto si è tanto parlato di unità e radicalità per esprimere un’alternativa globale al sistema capitalista. Su queste linee vogliamo costruire un’assemblea ampia e partecipata per Giovedì 16 Aprile, al fine di confrontarci circa la partecipazione al contro-G8 di Siracusa. A questa assemblea parteciperà anche un portavoce del coordinamento siciliano contro il G8.

Noi abitanti di questa terra devastata non vogliamo stare a guardare ancora una volta i così detti “grandi” che mortificano le nostre vite e offendono le nostre intelligenze.

Invitiamo tutt@ a partecipare per discutere e riflettere assieme sul percorso da intraprendere per questo controvertice.

Verso il controvertice di Siracusa 22-24 aprile
Assemblea pubblica Stop G8
Giovedì 16 aprile ore 17,30
Università L'Orientale, Aula Mura Greche P.zza S. Domenico - Napoli

Studenti in difesa dei beni comuni
Attac Napoli

Per aderire mandare una mail a napoli@attac.org

lunedì 13 aprile 2009

Gaza cibo e ritorno

QUESTA è SICUREZZA????
Forse sì, dal rischio che almeno qualcuno possa salvaresi! Ciao, Erminia Romano - Donne in Nero Napoli


Cari tutti , le "autorità" israeliane ancora una volta hanno colpito , un carico di 36 tonnellate di cibo , non è stato fatto passare per i motivi che sotto potrete leggere , anche questo è un crimine contro l'umanità !!!!!! Ancora una volta i nostri amici palestinesi , che non sono stati evidentemente ancora torturati abbastanza , si vedranno sottratte solo( rispetto all'enorme fabbisogno ) 36 tonnellate di cibo , cibo destinato vecchi , donne , bambini ......che già hanno enormemente sofferto a causa degli orrendi bombardamenti !!!!!! E' necessario muoversi in maniera determinata nei confronti di questi " signori della guerra " che già hanno seminato tanta morte e distruzione !!!!!!
Emma Buonvino da Genova
Giovedì 9 aprile 2009, El Arish

Ventiquattresimo giorno, quello del triplo carpiato: Alle 09:00 dal segretario del Governatore, che alle 13:30 – dopo solo quattro ore e mezza di attesa -ci rimbalza alla mezzaluna rossa, dallo stesso Mr. Sirag Sassy, che a sua volta ci rimbalza da Mr. Mohammed Taufik (è un film) il capo delle dogane del Sinai. Quest’ultimo ci propone di sottoscrivere una sorta di manleva, con la quale dichiariamo di ritirare il carico per nostra spontanea decisione (!!!) Opponiamo un netto rifiuto, spiegandogli come sono andate le cose che lui sa benissimo. Con l’amaro in bocca organizziamo seduta stante la spedizione telefonando a Gino Elghendi della Messina Spa, che se ne fa carico. Non ci resta che tornare al Valico di Rafah, zaini in spalla, per tentare di entrare nella Striscia di Gaza dove ci attendono i due container di medicinali, sulla base degli accordi stabiliti due settimane or sono. Naturalmente, come detto, qui vale tutto. Alla porta ci riferiscono di un avvicendamento del personale di frontiera: le pratiche per attraversare il confine Egitto – Palestina sono da rifare. Daccapo. Lo stato d’animo è immaginabile, o forse no. Fa buio. Non resta che tornare nell’amata El Arish, in attesa di notizie dalla nostra ambasciata.



Martedì 7 aprile 2009, El Arish

Ventiduesimo giorno di stop. Mattina. Le telefonate sono le solite. Sempre tante, ma ormai molto simili tra loro. Alle 14:50 finalmente riceviamo per iscritto il fatidico numero di donazione del carico alimentare, passaggio fondamentale per il transito del carico, con la notifica di avvenuto inoltro al COGAT israeliano, in data 1°aprile. Speriamo. Il Paradosso supera sè stesso alle 15:30 quando la nostra ambasciata di Tel Aviv ci annuncia che ISRAELE VIETA IL TRANSITO DEL MIELE. La cosa era nell’aria da un paio di giorni, ma pensavamo fosse troppo assurda per essere vera. In un primo tempo ci avevano detto che il miele era un problema, in quanto “poteva esser stato sostituito con miele egiziano, non a norma” (sic). Abbiamo fatto presente che si trattava di miele italiano di prima qualità, con tanto di certificazione prodotta. Ci avevano quindi contestato l’importazione in Israele. Spiegato che trattavasi di mero transito ecco arrivato il veto: CON IL MIELE NON SI PASSA. Inevitabile un nostro comunicato stampa diffuso poi dall’ANSA:
GAZA, AIUTI ALIMENTARI : ISRAELE PROIBISCE IL TRANSITO DEL MIELE.
TRENTASEI TONNELLATE DI CIBO RIENTRANO IN ITALIA.

L'Associazione Umanitaria Ligure MUSIC FOR PEACE, al 24° giorno di stop forzato dei quattro volontari impegnati nella missione verso GAZA con 36 tonnellate di aiuti alimentari al seguito, rende noto di aver ricevuto nel pomeriggio di ieri - ore 17:45 locali - l'ultima di un'incredibile serie di richieste:
"DOVETE TOGLIERE IL MIELE DAI 1800 PACCHI FAMIGLIA DESTINATI ALLA POPOLAZIONE DI GAZA: ISRAELE NON NE CONSENTE IL TRANSITO"
A riferirlo un consigliere dell'Ambasciata italiana a Tel Aviv, che dicendosi dispiaciuto ha comunicato l'incomprensibile veto dolciario imposto dalle autorità israeliane. "Non capiamo quale micidiale arma chimica si possa ricavare da ottimo miele italiano, ma una cosa è certa: con il carico imballato e pallettizzato è impossibile separare i temibili barattoli di miele dal resto degli aiuti - ha dichiarato Stefano Rebora - presidente dell'Associazione. Questa è solo l'ultima di una paradossale e incredibile serie di richieste e difficoltà che sono state sollevate per ostacolare in ogni modo la consegna degli aiuti alimentari a Gaza. Dopo 14 missioni, è la prima volta che assistiamo ad una simile tarantella burocratica - continua Rebora - dopo l'ultimo infruttuoso incontro con il governatore della regione egiziana del Nord-Sinai, conclusosi questa notte, constatiamo nei fatti l'impossibilità di consegnare a destinazione gli aiuti alimentari raccolti: abbiamo quindi deciso di farli rientrare in Italia" conclude.
A nulla è valso l'interessamento diretto - che dura ormai da oltre un mese - delle ambasciate italiane del Cairo e Tel Aviv, oltre a quello della Farnesina. Già nella mattinata di oggi Music For Peace inizierà le procedure per il rimpatrio del carico, attualmente stoccato ad El Arish presso un magazzino logistico collegato al WFP - PAM, mentre i volontari proseguiranno alla volta di Gaza per consegnare in loco i medicinali, che hanno già varcato il confine.
Ogni nostro intelocutore istituzionale ci ha rivolto la stessa richiesta: "Perchè non donate il carico alla Mezzaluna Rossa Egiziana?" dichiara Stefano Rebora "Questo sarebbe non solo contrario alla filosofia della nostra Associazione, basata sulla raccolta e sulla consegna DIRETTA degli aiuti, ma anche al più elementare buon senso, dopo che abbiamo potuto constatare e documentare come migliaia di tonnellate di aiuti umanitari giunti da tutto il mondo marciscano qui ad El Arish (40 km dal valico di Rafah, n.d.r.) ammucchiati all'aperto sotto pioggia e sole, da settimane se non da mesi."
Associazione Onlus Music For Peace – Genova

giovedì 2 aprile 2009

fate bene fratelli

l'appello che promuove il presidio e i promotori

"No alle discriminazioni! No al Pacchetto Sicurezza! Giovedì presidio all'Ospedale Fatebenefratelli - Adesioni"

Kante è una rifugiata politica della Costa D'Avorio. Kante è una donna che ha scelto di partorire all'Ospedale Fatebenefratelli di Napoli, in un paese, l'Italia, in cui emergono forme di discriminazione sempre più gravi e preoccupanti. Kante è stata denunciata alla polizia con un fax dal Fatebenefratelli e il figlio neonato le è stato sottratto per quasi dieci giorni!! In attesa "di una verifica sulla sua identità"...
Il permesso di soggiorno di Kante infatti è scaduto, mentre è in atto il suo ricorso per ottenere l'asilo politico. Ma non è questo il punto in questione: la denuncia di Kante nasce dalla vergognosa ansia di applicare le norme contenute nel cosiddetto "pacchetto sicurezza", come quella che
annulla il divieto di segnalazione per i migranti irregolari che vanno a curarsi o, come nel suo caso, a partorire. Un provvedimento che fà a pezzi le regole base del giuramento di Ippocrate e della convivenza civile.
Un'iniziativa illegale, quella del Fatebenefratelli, perchè il pacchetto sicurezza non è ancora legge dello Stato e quindi vige sempre il divieto di segnalazione. Ma anche un'iniziativa che dimostra la barbarie che ci aspetta se venisse approvato. In questo caso non solo per gli immigrati irregolari
ci sarà il rischio di segnalazione ed espulsione per il solo fatto di ricorrere a cure mediche, ma sarà impossibile anche la registrazione anagrafica del bambino, con un'incredibile condanna preventiva alla clandestinità amministrativa per le nuove generazioni!
Non è un caso che questa prima applicazione illegittima del pacchetto sicurezza avvenga proprio sul corpo di una donna, le più esposte e ricattabili anche all'interno della già difficile condizione dei
migranti e dei rifugiati in Italia.
Dobbiamo mobilitarci subito, per pretendere provvedimenti immediati contro i responsabili di quest'assurda iniziativa e per chiedere con forza che il "pacchetto sicurezza" non sia approvato. Diritti e dignità per tutte e tutti!

Giovedì 2 aprile ore 16.30 - Presidio sotto l'Ospedale
Fatebenefratelli (via Manzoni 220, a 500 mt dalla fermata della funicolare di Mergellina)

Partecipano al Presidio (adesioni in aggiornamento..):
Rete Antirazzista Napoletana - Medicina Democratica - Giuristi Democratici - Comitato Immigrati di Napoli - Onda Studentesca Napoletana - Associazione Libera - ASGI (ass. studi giuridici immigrazione) - Rdb - Cgil - Centri Sociali Napoletani - Cantieri Sociali - Coop. Dedalus - Associazione Priscilla - Collettivo Tiresia - Collettivo femminista Sora Rossa - Collettivo femminista Pachamama - Collettivo femminista Degeneri - UDI - Red Link - Movimento Precari Banchi Nuovi - Collettivo NoBorder_Napoli - Confederazione Cobas - Less - Assopace Napoli - ASSNI - Associazione senegalese - Sin. Critica - Ciss - Attac - Ya Basta Napoli


Ricordiamo che il 18 Aprile 2009 si sta costruendo una Manifestazione aCarattere Nazionale a Castelvolturno:"Stanchi del razzismo! Per un patto sociale di solidarietà: Diritti, dignità e permesso di soggiorno per tutti e tutte"

mercoledì 25 marzo 2009

CENSIMENTO ANTIRAZZISTA

Carta sta preparando un numero molto speciale del settimanale, un «almanacco Clandestino»: speciale perché monotematico [razzismo, antirazzismo intercultura...], perché sarà in edicola due settimane e non una [dal 10 al 23 aprile], e perché sarà di 100 pagine invece delle tradizionali 64. All¹interno di quel numero, tra racconti e analisi, sarà pubblicato anche un grande censimento ­ certo non esaustivo ­ che segnala però la presenza di «anticorpi sociali» importanti e in continuo cambiamento, che faticano un po¹ a coordinarsi e sostenersi. Per questo stiamo raccogliendo indirizzi di associazioni, gruppi, ambulatori, cooperative, luoghi di aggregazione, reti... di migranti, di rom e non solo.
Chi volesse inviare indirizzi può scrivere a carta@carta.org entro il 28 marzo.
Gianluca Carmosino, CARTA

giovedì 12 marzo 2009

Togliamo le basi alla guerra

Viviamo in un momento di crisi globale alimentata dalla guerra permanente che è espressione della politica bellicista e militarista dei paesi occidentali, compresi i Governi italiani succedutisi negli ultimi anni.
In concomitanza con la celebrazione del 60° anniversario della NATO, prevista per il prossimo 4 aprile 2009 a Strasburgo, accogliamo l'invito ad una mobilitazione mondiale per l'abolizione della Nato, lo smantellamento di tutte le Basi militari straniere nel mondo, lo smantellamento unilaterale di tutti gli armamenti nucleari e condanniamo tutte le azioni che mirano alla costruzione di nuove armi nucleari
in qualsiasi continente.
In Italia vi sono oltre 100 basi ed installazioni militari che vanno da Bolzano a Lampedusa,
rendendoci complici degli interventi armati mascherati da missioni di pace o umanitarie.
Queste strutture costituiscono un grave pericolo per la sicurezza dei cittadini esponendoli al rischio di incidenti nucleari, inquinamento elettromagnetico ed acustico, alla possibilità di attentati terroristici.

Mobilitazione nazionale contro le basi militari e contro la guerra permanente

Perché Napoli?
È una città invasa da strutture militari
È uno dei principali porti per sostenere i conflitti in
Medio Oriente ed ora sede del comando di Africom
Qui si è trasferito il comando di tutta la Marina Militare statunitense, per il controllo di Europa, Asia (Medio Oriente) e Africa.
È snodo del traffico di portaerei, sottomarini a propulsione nucleare e armamenti di ogni genere.

TOGLIAMO LE BASI ALLA GUERRA

NAPOLI 14 marzo, Sabato
ore 10.30: Assemblea Nazionale del Patto permanente contro la guerra, presso Palazzo Corigliano, Università Orientale
ore 15.00: concentramento a piazza del Gesù per raggiungere il porto nuclearizzato


Coop. ‘E pappeci - Bottega del Mondo
Vico Monteleone 8, 081/5521934
Via Orsi 72 - 081/5789053
Magazzino Regionale - 081/5726778